Jules e Jim: il film e il libro

di Maria Grazia Caldirola

Lunedì sera all’ACSAL il gruppo Amici del libro si è incontrato per vedere insieme “Jules e Jim” di François Truffaut (1962).

Ci siamo documentati sul libro di Henri Roché (1953) e sulla vera storia del terzetto di protagonisti: la Kathe del libro e film era nella realtà Helen Grund, Jules era Franz Hessel (genitori di quel Stéphan Hessel che l’anno scorso con il suo piccolo libro “Indignatevi” ha contribuito a dare parole alla rabbia dei giovani di tutto il mondo); Jim era lo stesso Roché, che aspettò di compiere settantaquattro anni per raccontare la storia struggente di un amore cresciuto in un luogo e in un’epoca, la Parigi degli artisti, tra le due guerre, in cui ogni sogno di armonia, perfezione ed equilibrio sembrava possibile, e un dovere inevitabile fare anche della propria vita un’opera d’arte.

Molti di noi il libro l’avevano letto (e amato profondamente), abbiamo cercato insieme corrispondenze e differenze tra questo e il film. Manca nel secondo la prima parte delle avventure amorose dei due; il centro è sempre la loro amicizia, ma la Kathe del film è un po’ diversa, fisicamente e spiritualmente, da quella apollinea e spietata del libro. Jeanne Moreau è più fragile, più malinconica, meno solare; canta una deliziosa melodia infantile e incantata invece che intrecciare danze atletico-classiche; il suo gesto finale sembra più di disperazione che di sopraffazione.

Metto insieme queste impressioni un po’ alla rinfusa, mi piacerebbe scambiarci un po’ di pareri sul blog, non a tutti il film è piaciuto: forse è difficile apprezzare ancora un film di cinquant’anni fa? I film invecchiano più velocemente dei libri?

Da bravi, dite la vostra, grazie.

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10 commenti

Archiviato in Libri e cinema

10 risposte a “Jules e Jim: il film e il libro

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  2. Laura

    Che posso dire? Non c’ero, aihmè… Mi impegno nel recuperare leggendo il libro!

    • miriam

      vedrai che leggere il libro sarà un piacere. Ho appena cominciato “Le due inglesi e il continente” di Roché.
      però vorrei che dicesse qualcosa chi c’era !
      adelina, fulvia, alessia, paolo, marco…
      quest’ultimo per esempio non può dire “basta film in bianco e nero” perchè ci aveva consigliato “Nosferatu” !

  3. miriam

    beh, ancora io, me la canto e me la suono, come si dice.
    “Le due inglesi e il continente” non vale un decimo di “Jules e Jim”.
    Lasciate perdere.

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  5. Adelina

    Chiedo scusa per il ritardo… il bel tempo mi tiene lontana dal pc!
    Il film mi è piaciuto, però onestamente mi è sembrato forzato il finale. Non mi sembra un gesto dettato dalla disperazione – più che disperata la protagonista mi sembrava sempre insoddisfatta, continuamente alla ricerca di qualcosa.
    Dei vecchi film, soprattutto quando sono stati girati da indiscussi geni come Truffaut, non si può non apprezzare i dialoghi e quel modo di recitare che certamente rispecchia il costume di quel periodo.

    • Fulvia

      Scusate, io sono ancora più in ritardo… per me è stato un tuffo nel passato perchè il film l’avevo visto al cinema tanti, troppi anni fa. Quando ne abbiamo parlato al gruppo mi sono resa conto di avere anche il libro, dimenticato da anni in un ripiano del mio studio, edizione Oscar Mondadori del 1965, costo 350 lire! L’ho letto e mi è piaciuto molto ma mi sono successi due fatti strani: durante la lettura ho avuto un flash dei due protagonisti a letto con Kate, immagine inesistente nel film; quando poi ho rivisto il film, ad un certo punto mi sono accorta che avevo scambiato Jules per Jim e viceversa. Devo preoccuparmi? Nel frattempo mi è venuto in mente che, quando era uscito al cinema il film “Quell’oscuro oggetto del desiderio” un mio amico non si era reso conto che le donne erano due. Mi piacerebbe molto che uno psicanalista mi spiegasse questi “lapsus” imbarazzanti………… comunque ho ritrovato gradevolissimo, raffinato, intelligente il rapporto affettivo-intellettuale fra i due amici; inquieta e profondamente fragile Kate nella sua ostentata trasgressione; splendide le descrizioni di Roché e stupefacenti le scene di Truffaut, simili a piéces teatrali, oltre alla fotografia, ai dialoghi e a degli attori straordinari. Però non ho potuto fare a meno di pensare a come abbiano vissuto quel triangolo amoroso i figli di K. e Jim, una volta cresciuti, forse Hessel avrebbe potuto spiegarcelo……………………………..

      • miriam

        i figli, nel film una, nel libro due, sono di Kate e Jules… nella finzione letteraria amano entrambi gli uomini, perchè “sentono” la complicità che c’è tra loro. Nel libro Jim va pazzo per le bambine, soprattutto per la piccola; nel film li vediamo giocare tutti insieme nella casetta nel bosco, un vero luogo incantato.
        nella vita vera secondo me Roché, il Jim del libro, che non si è sposato mai, è vissuto nel ricordo di un’amicizia meravigliosa e di un amore ” a tre” che la guerra ha distrutto con la morte di Hessel-Jules, e non ha trovato più nessuna donna che potesse stare a pari della idealizzata Kate-Helen.
        La quale, evidentemente, dopo la morte del marito (se non sbaglio nel ’41) non ha ritenuto opportuno consolarsi con Jim/Roché e si è dedicata ad allevare uno stupendo Stéphan Hessel, piuttosto riuscito come figlio

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  7. Fulvia

    Ancora una volta ho confuso Jim con Jules e viceversa, che strano! Comunque Kate-Helen credo sia stata veramente idealizzata e dubito fortemente che, nella realtà, un figlio sappia accettare tale situazione con tanto distacco. Resta però intatta la bellezza sia del libro che del film

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